(SA) - La Direzione dell’USEF che si è riunita a Palermo nei giorni scorsi, ha affrontato i problemi interni che pesano sulla conduzione dell’associazione e che derivano dalla sempre minore disponibilità di risorse economiche di cui è possibile disporre. Nella sua relazione, il Segretario Generale ha innanzi tutto affrontato il problema dei ritardi della politica siciliana, che sta cercando in tutti i modi di tagliare con il mondo dell’emigrazione. Passa dopo ad informare sulla bozza di bilancio di previsione della regione, dove parecchie cose scompaiono o restano solo per memoria, quali ad esempio, la Consulta per il funzionamento della quale sono previsti solo 1000 euro, o l’art. 26, convegno e seminari, che resta fuori dal bilancio e permane nella disponibilità della presidenza, che per il 2010 lo ha speso per altre cose, oppure l’articolo 9, quello che prevede contributo per le associazioni storiche, che viene portato a zero e che quindi è come se si programmasse la chiusura di tutte le associazioni. Su questi elementi il Segretario generale chiede ai presenti una riflessione per pervenire ad un intervento mirato a ripristinare in qualche modo le disponibilità di bilancio da parte della regione. Comincia una discussione serrata sui possibili interventi che necessita fare e sulla opportunità politica e sociale di riuscire a fare sopravvivere il settore nei programmi della politica siciliana nel suo complesso, che sembra volere sempre più pigliare le distanze da tanti siciliani che popolano le varie parti del mondo. Alla fine si decide di fare innanzi tutto un incontro con i vertici del PD, mentre il Segretario Generale informa che riunirà il Coordinamento delle Associazioni (CARSE), per portare avanti una serie di incontri con i Presidenti dei Gruppi Parlamentari all’ARS per poi fare il punto in un prossimo incontro con l’Assessore della Famiglia e del Lavoro Piratino, che segue anche le politiche, si fa per dire, dell’emigrazione e dell’immigrazione. Al secondo punto all’ordine del giorno, che viene ora esaminato, si parla della situazione economica dell’Associazione, che riporta risultati allarmanti, che possono anche compromettere la sopravvivenza della stessa. Infatti, si regista un forte minore entrata derivante dal tesseramento e dal versamento delle quote di adesione annuali delle associazioni periferiche, così come viene riportata a zero l’entrata del contributo della stampa, cosa questa che aggrava la negatività del bilancio, che rispetto al 2009, vede raddoppiare il passivo e quindi l’indebitamento dell’associazione. Anche su questa pesante situazione, si apre un serrato dibattito, cercando di individuare un sistema per venire fuori dallo stato di crisi. Punti di forza restano le attività che l’USEF offre agli immigrati, che riescono a pagare il personale che si occupa della somministrazione degli stessi, così come l’accordo di collaborazione con il CNA, che in qualche modo aiuta a pagare una parte dell’affitto dei locali. Punti di estrema debolezza in vece restano le spese per la segretaria, che assolve anche al compito di coordinare tutto l’ufficio, le spese telefoniche e le altre spese correnti necessarie a mandare avanti la sede centrale dell’associazione. Nell’immediato, si ridefiniscono le quote di adesione annuali della associazioni periferiche, che opera nelle varie arie geografiche, verranno notiziate in merito, mentre si conferma la quota di adesione annuale per i componenti del Consiglio Generale e si fissa una regola nuova per le associazioni provinciali operanti in Sicilia. Dopo questa lunga discussione, la Direzione, a seguire, approva un piano di lavoro a breve ed a medio termine, che prende in esame anche una maggiore possibilità di impegno nella formazione professionale e che si da un tempo relativamente breve per capire se ci sono le condizioni per andare aventi o se si deve provvedere alla chiusura della sede di Paleremo e trovare una soluzione alternativa. Ad unanimità di voti quindi, la Direzione Generale, approva il bilancio consuntivo relativo all’anno 2010, mentre decide di rinviare l’esame del bilancio di previsione relativo al 2011, non avendo disponibili elementi precisi sul bilancio della regione e non potendo quindi quantificare eventuali contributi provenienti da questa fonte.