Nato il 19 luglio 1922 nel paese di Siculiana, Provincia di Agrigento, nell’Isola di Sicilia (cuore del Mediterraneo), è arrivato in Cile verso la fine degli anni ’40. Dopo la guerra, cercava una “Nuova Sicilia” insieme al fratello Vincenzo. Dopo provare in Spagna, Brasile e Argentina, l’ha trovata finalmente in questo angolino del mondo.

Nel 1951, ha conformato una famiglia con l’amata Violeta, con cui ha avuto quattro figli: Giovanna, Giacomo, Vincenzo y Gerlando. Loro gli hanno dato tredici nipotini. Quando la situazione economica gli ha consentito di tornare in Italia, ha deciso invece di rimanere in Cile: era qui il suo focolare. Aveva fatto il Liceo e frequentato l’Università degli Studi di Milano. Portato per l’innovazione tecnologica e per l’industria elettrochimica, ha lavorato in Cile presso ditte strategiche come la Compañía Nacional de Teatros, Electroquímicas Unidas, y Correos y Telégrafos. Ha avuto una fabbrica di trasformatori elettrici, rettificatori e prodotti chimici. Ma la sua opera principale è stata quella de ricupero del rame mediante un processo elettrolitico. È stato anche radioamatore, collaborando con le comunicazioni durante i terremoti che hanno colpito il Cile fra il 1952 e il 2000. Anche per questo – avendo amici dappertutto – riceve a titolo vitalizio la caratteristica XQ3BW, riservata a pochissimi nel mondo. Come uomo di vasta cultura ed esperienza, è stato per me un privilegio parlare con lui, mentre mangiavamo acciughe e capperi coltivati nel proprio giardino. Tanti ricordi, tante esperienze da condividire! Viaggi frequenti a Siculiana gli consentivano di essere sempre aggiornato. Nella Regione Siciliana era considerato uno dei personsaggi più carismatici e colti della collettività in Cile. Addirittura è stato candidato, nel 1993, al Titolo Honoris Causa nell’ Universitas Internationalis Studiorum Superiorum “Pro-Deo” di New York! Un cancro aggresivo ce l’ha portato via il 2 aprile s.m. L’ho visto pochi giorni prima e, dopo la messa funebre, ho improvvisato alcune parole che provo a ricordare: “Non è facile essere un italiano emigrato in Cile. Non è facile essere un cileno emigrato in Italia. Ma dove tu sei ora, Amedeo, non ci sono né confini né bandiere. Paolo dice che – dopo il Giudizio – spariranno la Fede e la Speranza (perché saranno raggiunte), ma «la carità non avrà mai fine». E la carità è l’amore. Sono sicuro, Amedeo, che te lo stai godendo tutto!” Cav. Prof. José Blanco J. Santiago del Cile