INTERVISTA A DANIEL TADDONE PRESIDENTE DI NATITALIANI
L’approvazione del DL 36/2025 ha scatenato un’ondata di indignazione tra le comunità italo discendenti nel mondo. Con un “taglio netto”, questo provvedimento cancella un diritto storico, spezzando il legame tra l’Italia e milioni di suoi figli all’estero. Natitaliani, l’associazione che rappresenta e difende gli italiani nel mondo, si schiera con fermezza contro questa misura, denunciandone l’iniquità e le possibili ripercussioni.
Per comprendere meglio la posizione dell’Associazione e le strategie per contrastare il decreto, abbiamo intervistato Daniel Taddone, Presidente di Natitaliani. Ecco cosa ci ha raccontato.
Qual è la posizione ufficiale di Natitaliani riguardo al DL 36/2025 e perché ritenete questo provvedimento profondamente sbagliato?
Natitaliani si oppone con fermezza al Decreto Legge 36/2025, che rappresenta un attacco diretto a un diritto fondamentale e inalienabile: la cittadinanza italiana per i discendenti di italiani all'estero. Questo provvedimento mina i legami storici e culturali che uniscono l’Italia ai suoi figli nel mondo, spezzando un vincolo di appartenenza che ha attraversato generazioni. Riteniamo che il Decreto sia profondamente sbagliato sia nella forma che nella sostanza. Nella forma, viola il principio fondamentale della irretroattività delle norme, introducendo un termine di decadenza retroattivo fissato al 27 marzo 2025. Questo comporta il rigetto automatico di domande, anche quando complete e pronte per essere presentate. Nella sostanza, il Decreto ignora che, secondo l'articolo 1 della legge 91/92 e secondo le normative che l’hanno preceduta, i nati all'estero da discendenti italiani sono cittadini italiani ipso facto. Inoltre, sottovaluta l’enorme potenziale economico, culturale e sociale degli italo-discendenti, che con i loro valori, tradizioni e stile di vita promuovono e rafforzano il prestigio dell’italianità in tutto il mondo. Natitaliani si impegna a difendere il diritto alla cittadinanza dei discendenti italiani, riconoscendo il valore inestimabile che essi apportano al nostro Paese e alla sua identità nel contesto globale.
Quali aspetti specifici del DL 36/2025 considerate più dannosi per gli italo discendenti e perché?
Questo decreto introduce un termine di decadenza retroattivo, fissato al 27 marzo 2025, che respinge automaticamente le richieste di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, anche se già pronte per essere depositate. Una decisione del genere è arbitraria, mina la certezza del diritto e penalizza indiscriminatamente milioni di italo discendenti, senza affrontare il vero problema: la lentezza burocratica e la mancanza di strumenti adeguati per gestire le richieste. Il Governo ha preferito una scorciatoia autoritaria invece di adottare misure correttive mirate. Inoltre, la sospensione improvvisa degli appuntamenti per il riconoscimento e delle nuove prenotazioni aggiunge ulteriore caos, aumentando il numero di contenziosi legali e aggravando la pressione sui tribunali italiani.
Pensa che questo DL possa in qualche modo migliorare il problema del sovraffollamento dei Tribunali italiani?
Al contrario, peggiorerà la situazione. Bloccare l'accesso a un diritto fondamentale provocherà una reazione legale senza precedenti. Migliaia di famiglie saranno costrette a intraprendere battaglie giudiziarie, intasando ulteriormente un sistema già sotto pressione. Inoltre, ciò genererà costi ingenti per lo Stato, aggravando un problema che il Governo dice di voler risolvere.
Quali strategie intende adottare Natitaliani per contrastare questa norma?
Natitaliani mobiliterà tutte le forze politiche, istituzionali e sociali per impedire l'attuazione di questa misura ingiusta. Stiamo organizzando una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale e internazionale, coinvolgendo costituzionalisti, giuristi ed esperti di diritto. Inoltre, ci stiamo attivando per promuovere ricorsi legali e azioni coordinate con le associazioni italiane nel mondo. Parallelamente, lavoreremo per contrastare la disinformazione mediatica che cerca di dipingere gli italo discendenti come "opportunisti del passaporto". Questa narrazione è falsa e strumentale e va smontata con dati concreti.
Quali modifiche ritenete necessarie? Avete proposte concrete da presentare al Governo?
Chiediamo un rafforzamento delle strutture consolari per accelerare le pratiche di riconoscimento della cittadinanza, piuttosto che la loro cancellazione arbitraria. Serve un piano di investimenti per digitalizzare i processi e ridurre i tempi di attesa, senza penalizzare chi ha diritto al riconoscimento iure sanguinis. Natitaliani propone inoltre l'istituzione di un tavolo permanente con il Governo per discutere riforme efficaci, invece di subire provvedimenti imposti senza confronto democratico.
Con quali istituzioni, organizzazioni o rappresentanti politici intendete collaborare per portare avanti le vostre istanze?
Abbiamo già avviato contatti con parlamentari, costituzionalisti, rappresentanti del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, di cui faccio anch'io parte) e associazioni di italiani nel mondo. Collaboreremo con le Regioni italiane che hanno forti legami con le comunità all'estero, oltre a coinvolgere le rappresentanze diplomatiche di paesi con grandi comunità italo discendenti.
Come valuta il rapporto con i media ad oggi? Avete riscontrato difficoltà a portare avanti le vostre istanze?
La nostra battaglia è spesso ostacolata da una narrativa distorta, che riduce la questione della cittadinanza a una caricatura di "passaporti facili". Troppi media italiani evitano di approfondire il tema o si limitano a riportare la versione ufficiale del Governo. Per questo, stiamo rafforzando la nostra comunicazione, coinvolgendo testate internazionali più sensibili al tema e promuovendo campagne sui social per contrastare la disinformazione.
Ritiene che la voce degli italiani nati all'estero sia rappresentata nel dibattito pubblico italiano?
Assolutamente no, e il DL 36/2025 ne è la dimostrazione. La misura è stata adottata senza alcuna consultazione con le organizzazioni che rappresentano gli italiani all'estero. Il nostro obiettivo è cambiare questa dinamica, imponendo il tema nell'agenda politica e mediatica del Paese. Quali saranno le prossime iniziative di Natitaliani per tutelare i diritti degli italo discendenti? Abbiamo già programmato una serie di eventi e mobilitazioni internazionali per informare l'opinione pubblica e fare pressione sulle istituzioni. Tra le prime iniziative:
• Un'assemblea straordinaria con esperti legali per valutare le azioni giuridiche da intraprendere;
• Una campagna social e una petizione internazionale per sensibilizzare cittadini e politici;
• Incontri istituzionali con il Parlamento italiano e le rappresentanze diplomatiche all'estero;
• La creazione di un osservatorio permanente per monitorare e denunciare gli effetti del DL 36/2025.
Natitaliani non resterà in silenzio. Questa battaglia riguarda non solo il presente, ma il futuro delle relazioni tra l'Italia e i suoi figli nel mondo. E noi non intendiamo arretrare di un passo.